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A GENOVA “LA VIA DELLA PACE NEL MONDO”: MARCIA E DIBATTITO RINVIATI PER MALTEMPO

La giornalista Tiziana Ciavardini, antropologa ed esperta di religioni, relatrice su Islam e informazione

La giornata dedicata alla pace e al dialogo interreligioso, è stata rinviata a causa dell’allerta rossa diramata dalla Protezione Civile dalle 3:00 alle 24:00 di venerdì, con chiusura delle scuole. L’iniziativa si terrà sabato 15 ottobre, quando si terrà la marcia “La via della pace nel mondo”. Il calendario della manifestazione non dovrebbe subire modifiche: appuntamento fissato per le 10,30 in Piazza della Vittoria, per una passeggiata che si concluderà alle 12 in Piazza Caricamento, dove avranno luogo le celebrazioni religiose. L’evento è a cura di European Muslims League, con la partecipazione di World Organization of the States, Genoa Diplomatic Academy, Associazione Sicurezza e Legalità, Arma dei Carabinieri, Mu.MA e Cooperativa Solidarietà e Lavoro. È prevista la partecipazione di delegazioni di 50 Paesi.


Dopo la mattinata di marcia e preghiera, dalle 16 si terrà invece presso il Museoteatro della Commenda di Pré la “Conferenza internazionale sui migranti e i rifugiati in Europa e in Medio Oriente. Il caso del Regno di Giordania”. Saranno 11 i relatori che tratteranno tematiche che vanno dalle missioni militari nel mondo alla ricostruzione dell’Iraq fino al ruolo della Nato. Tra questi, la giornalista e antropologa Tiziana Ciavardini, portavoce fra l’altro dell’Università islamica d’Italia, che terrà un intervento su un tema scottante: “L’Islam nei media: poche verità e tante fantasie”.

Ciavardini, questo per dire che i giornali non prendono fischi per fiaschi ma raccontano bugie?
«In Italia la propaganda negativa nei confronti dell’Islam, scaturita in parte dalla dilagante ignoranza in materia, non sembra attenuarsi. Se Islam ancora oggi, per alcuni, è sinonimo di “terrorismo”, è in parte dovuto alle negligenze di alcuni media che da anni tendono a dare un’immagine negativa di una religione che non conoscono e che considerano poco pacifica.


Sono troppi i giornalisti che con la “presunzione” tipica della categoria, si sentono i detentori della verità e attraverso i loro contributi spesso riescono a fare delle vere e proprie manipolazioni nelle menti degli italiani. Nessuno vuole negare che all’interno dell’Islam non vi sia una variante aggressiva, ma è ben diverso dal mostrarla come unica e sola parte di questa religione.
Esistono giornalisti che non hanno mai varcato la soglia di una moschea, tantomeno hanno mai letto traduzioni del Sacro Corano, ma si arrogano la facoltà di trattare con superficialità di un argomento tanto delicato che è ancora oggi motivo di scontro tra sommi dotti sciiti e sunniti.
Conoscere l’Islam non è facile. Parlarne e scriverne ancora di meno. Soprattutto non è facile scrollarci di dosso, per noi occidental, quel latente etnocetrismo che fa della nostra cultura quella superiore a tutte le alter».
«Perché non ci chiediamo quale sia il confine tra ignoranza e il consueto pregiudizio politico sull’Islam. Per ora l’unica certezza che abbiamo, è che volutamente alcune testate giornalistiche, vogliono screditare l’Islam, utilizzando le notorie problematiche esistenti in essa per farne vere e proprie campagne elettorali. In questo rientra l’immigrazione, l’integrazione nelle scuole, la condizione della donna, la nascita di nuove Moschee, il pericolo jihadista, e perché no l’utopia di una intesa con lo Stato Italiano. Credo che la professionalità del giornalista dovrebbe consistere altresí nel dare notizie oggettive, utilizzando la propria capacità e la propria conoscenza, qualora ve ne sia, quale antitodo alla volgarizzazione e alle fantasie dell’informazione generalizzata.


Quando Papa Francesco ha ricevuto i giornalisti a Roma qualche giorno fa, ha parlato di “verità”. Non sappiamo se si riferisse anche all’Islam ma evidentemente il dubbio che qualche giornalista non racconti proprio le cose come stanno deve essere venuto anche a lui: “Amare la verità, una cosa fondamentale per tutti, ma specialmente per i giornalisti; vivere con professionalità, qualcosa che va ben oltre le leggi e i regolamenti; e rispettare la dignità umana, che è molto più difficile di quanto si possa pensare a prima vista”».

Luca Lottero
L'autoreLuca Lottero
https://lucalottero.wordpress.com/

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