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CENTO SCIENZIATE DA INTERVISTARE

di Luisella Seveso

Un sito web ( www.100esperte.it) che sarà presentato a Palazzo Ducale, Genova, il prossimo 3 novembre alle 17.30, nell’ambito del Festival della Scienza; una banca dati dove trovare nomi e curricula di 100 scienziate italiane di alto profilo. Uno strumento a disposizione di giornalisti (niente più scuse per interviste solo al maschile sui temi della scienza), università, scuole e organizzatori di conferenze e congressi che vogliano invitare donne autorevoli e qualificate come opinioniste, per offrire un’immagine delle donne positiva e incoraggiante. L’accesso al database sarà gratuito.

La locandina dell’evento

Questo il progetto, che finalmente vede la luce, su cui abbiamo lavorato e lavoriamo in tre: io, Luisella Seveso, giornalista per 30 anni a Il Giorno; Giovanna Pezzuoli, giornalista prima a Il Giorno poi al Corriere della Sera (entrambe facciamo parte dell’associazione nazionale di giornaliste GiULiA), e Monia Azzalini, ricercatrice dell’Osservatorio di Pavia.

Il nome della piattaforma sarà “100 esperte”, e nasce da un’esigenza personale e condivisa con le mie due colleghe e amiche. In tanti anni di lavoro ci siamo chieste tante volte (accettando nostro malgrado la regola del “Bisogna fare presto, chiama il prof tal dei tali, che risponde sempre”) se quei signori che venivano così spesso intervistati sui giornali, in tv, alla radio fossero effettivamente i più qualificati, esperti, brillanti cui si potesse chiedere un parere, un commento. E perché nelle vesti di opinioniste non ci fossero praticamente mai delle donne.

Eppure le statistiche dicono che è donna più della metà delle laureate, che le ragazze sono più brave e ottengono migliori risultati, che il loro impegno (nella scienza e in altri campi) è tenace e fruttuoso. Vincono premi, dirigono centri internazionali, partecipano a progetti prestigiosi.  E allora, dove vanno a finire queste donne eccellenti? Perché nessuno le conosce? Perché nessuno le chiama? Se è vero che, come ci hanno confermato le ricerche dell’Osservatorio di Pavia e non solo, in tv gli opinionisti maschi sono oltre l’80 per cento, come si può far uscire da un ingiusto cono d’ombra le nostre scienziate?

Da qui l’idea di questo progetto, immaginato quasi due anni fa come guida cartacea, realizzato invece come sito web, molto più agevole per la consultazione. Servirebbero altre pagine, che vi risparmio, per raccontare quanti contatti abbiamo cercato, quanto tempo abbiamo perso aspettando risposte per quel piccolo finanziamento che ci avrebbe permesso di partire. Un progetto gratuito in favore delle donne: niente di più difficile.

Amiche, amici e colleghe di GiULiA ci hanno dato una mano con un crowfounding. I denari e la spinta definitiva per partire la dobbiamo alla Commissione Europea, a Ewelina Jelenkowska, responsabile della comunicazione, e a Beatrice Covassi, che appena arrivata a dirigere la Rappresentanza italiana Ue a Roma ha sposato la nostra causa. E un grazie lo dobbiamo anche a Marina Murri, autrice delle schede curriculari, e a Daniela Falcinelli, che dirige il Centro Gender dell’Università Statale di Milano e che garantendo i criteri di selezione delle scienziate e accademiche ci ha permesso di avere l’ok della Commissione.
Lungo la strada abbiamo incontrato altre donne disponibili a darci una mano. Flavia Marzano, informatica, oggi assessora per l’Innovazione al Comune di Roma, ci ha ospitato per la nostra presentazione romana nella sua università e ci ha messo in contatto con Wikipedia, con cui è nata una collaborazione: le schede delle nostre scienziate saranno pubblicate anche da loro. Anche la Fondazione Bracco (con Gaela Bernini e Francesca Panzarin), ha apprezzato il nostro lavoro e ci sosterrà al Festival della Scienza dove (grazie a Vanda Gatti che ci ha segnalato) siamo state ammesse e dove presenteremo ufficialmente il sito.

Voglio aggiungere che praticamente tutte le scienziate cui ci siamo rivolte per invitarle a entrare nel nostro progetto ci hanno riposto con entusiasmo. E questa per noi è una grandissima soddisfazione, e il segno che un problema di stereotipi di genere e discriminazione effettivamente c’è.

Insomma, adesso il regalo che facciamo ai colleghi è pronto. Speriamo che lo apprezzino, che diano visibilità a queste bravissime scienziate. Non ci fermeremo qui. Perché in tutti gli ambiti ci sono donne eccellenti, e dopo le scienziate ve ne faremo conoscere altre.

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