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Giappone – I missili di Kim potrebbero accelerare la militarizzazione del Paese

TOKIO – La minaccia nuclerare nordcoreana potrebbe spingere il governo del Giappone ad “allocare fondi addizionali per le forze di auto-difesa per operazioni bilaterali” scrive il Japan Times. Il missile di martedì scorso lanciato da Pyongyang e precipitato a soli 1.200 chilometri dal territorio giapponese ha innalzato il livello di tensione, con gli Stati Uniti pronti a qualsiasi opzione per porre fine alla crisi, inclusa quella militare.

L’articolo 9 della costituzione nipponica (adottata nel 1946, quando il paese era sotto occupazione da parte degli Alleati) prevede la “rinuncia alla guerra come diritto sovrano della nazione”. Per questo motivo il Giappone, negli ultimi decenni, non ha avuto un vero e proprio esercito. L’attuale primo ministro Shinzo Abe, tuttavia, si è più volte detto favorevole a una modifica del testo, per consentire a Tokio di dotarsi di regolari forze di difesa.

Se negli ultimi anni la volontà del governo di modificare l’approccio “pacifista” della costituzione ha generato diverse polemiche, ora il governo di Abe vuole sfruttare l’attivismo di Pyongyang per rilanciare i propri propositi e la propria leadership. Poche settimane fa, il ministro della difesa Itsunori Onodera si è detto favorevole ad un approccio più “muscolare” alla Corea del Nord, non escludendo di dotare il Giappone di armi in grado di attaccare direttamente le basi nordcoreane. A differenza di quanto avveniva in passato, il piano di militarizzazione di Tokio avrebbe l’appoggio degli Stati Uniti. Sin dall’elezione di Donald Trump, infatti, Abe ha investito molto nei rapporti con il neo-presidente statunitense.

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