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LA RIFORMA DELLA COSTITUZIONE? TE LA SPIEGO CON UNA MAPPA MENTALE

Con il sistema delle mappe mentali si può imparare davvero di tutto, perfino la riforma costituzionale su cui siamo chiamati a votare il prossimo 4 dicembre. Ne abbiamo parlato con Matteo Salvo, campione di memoria.

Matteo Salvo è l’unico istruttore certificato di mappe mentali in tutta Europa: nel 2013 ha vinto il titolo di International Master of Memory ai campionati di Londra dopo aver memorizzato un mazzo da 52 carte in meno di 2 minuti, 10 mazzi in meno di 60 minuti e un numero da mille cifre nello stesso tempo.

Sempre nel 2013 è entrato nel Guinness dei primati per aver memorizzato un intero mazzo di carte in apnea. In questi giorni ha realizzato un video in cui, utilizzando una mappa mentale, spiega in modo semplice e neutrale i contenuti della riforma costituzionale su cui siamo chiamati a votare il prossimo 4 dicembre. «Il mio metodo – spiega ad Aba News – è un sistema che permette di parlare alla mente la lingua che lei parla. Siamo abituati a elaborare le informazioni sotto forma di immagini: se dico a una persona “mela”, questa pensa all’immagine del frutto, non alla grafia della parola “mela”. Per questo, in una mappa, le immagini hanno un ruolo di primo piano, e le informazioni sono disposte secondo una chiara gerarchia, proprio come avviene nel nostro cervello».

D’accordo, siamo in grado di immaginare perfettamente una mela, ma come possiamo farci un’immagine del bicameralismo paritario o del rapporto Stato-Regioni? «Lo stesso principio usato per la mela vale anche per concetti astratti – continua Salvo – certo, il nostro cervello non ne ha un’immagine precisa, ma si lascia guidare dai suoni, che possono dargli un’idea di cosa si stia parlando. Con “bi-cameralismo” già intuisce che si parla di 2 camere, con “paritario” che hanno pari poteri. Il passo successivo è, ovviamente, approfondire i concetti. Spero che, dopo aver guardato questo video, chiunque sia in grado di spiegare quanto visto a un’altra persona. Questo è l’obiettivo di qualsiasi mappa mentale, e presuppone ovviamente un livello di comprensione molto approfondito».
Sistematizzare dei concetti complicati come quelli contenuti nella riforma consente, inoltre, di fare chiarezza in una campagna elettorale che ha spesso messo i contenuti in secondo piano rispetto allo scontro politico: «Dal punto di vista dell’informazione – riflette Salvo – ci sono stati anche dei lavori molto ben fatti. Certo, quando poi il punto di vista è parziale, vengono messe in evidenza solo le cose che convengono, mentre altre che pure sarebbero importanti per una comprensione globale vengono nascoste o trascurate. Funziona un po’ come nella pubblicità».

Il video che spiega la riforma. Di seguito, l’intervista esclusiva all’autore, Matteo Salvo.

Potrebbe descrivere, brevemente, in cosa consiste il suo metodo per la memoria?

Si tratta di un sistema che permette di parlare alla mente la lingua che lei parla. Le informazioni vengono elaborate sotto forma di immagini, di associazioni e colori, ed è chiara una gerarchia delle informazioni. Questo significa che si comprende da cosa discende cosa: in un testo tradizionale, dove i punti chiave sono circondati da una massa di altre parole che servono a rendere chiari i concetti, questo non succede. Il metodo, inoltre, prevede una precisa struttura grafica: la nostra mente ragiona sempre per immagini: se uno dice “mela”, la persona che sente questo suono subito lo trasforma in un’immagine, non pensa alla grafia della parola.

Le mappe mentali si basano su questo approccio, e hanno moltissime applicazioni, perché hanno una struttura esattamente come un neurone, con un’idea centrale da cui partono i collegamenti. Grazie a questa struttura, una delle molte applicazioni è quella di comprendere: quando una persona studia un libro, sostanzialmente lo trasforma in mappa mentale, concentrandosi solo sulle parole chiave. Non è possibile costruire una mappa mentale senza aver chiaro il concetto.

Come si applica una mappa mentale a una materia complessa come la riforma costituzionale?

Dove ci sono dei concetti astratti come bicameralismo paritario, uno non ha in mente un’immagine precisa, ma già si fa domande sui suoni. Sentendo il suono uno pensa “come posso rappresentarlo in un’immagine?” e può rappresentarsi 2 camere identiche, ma allo stesso tempo mi chiedo “cosa significa bicameralismo perfetto”? A quel punto uno va in profondità: quella mappa mentale aveva lo scopo di essere descrittiva e imparziale, in modo che ciascuno potesse approfondire dopo. Uno degli obiettivi delle mappe mentali è quello di mettere nelle condizioni chi legge di poter spiegare qualcosa a qualcun altro, e questo garantisce un livello d’apprendimento molto profondo. La mappa mentale sul referendum vuole essere neutra, imparziale e descrittiva, in modo che ciascuno potesse poi approfondire e trarre lui le conseguenze. Mi auguro che il messaggio sia arrivato chiaro, ho visto commenti come “sono ancora più convinto di votare si” o “sono ancora più convinto di votare no”, e sono contento di questo perché vuol dire che lo scopo è arrivato come volevo.

Nel video parla molto lentamente: fa parte del metodo?

È un sistema didattico per facilitare l’apprendimento, soprattutto quando uno tratta argomenti delicati. Penso soprattutto alle persone di 60, 70 anni cosa possano capire della riforma. Tanti alla fine votano di pancia, “a me è più simpatico quello”, “a me è più simpatico questo” senza sapere minimamente che cosa stiano votando. Volevo fosse chiaro, per quello parlo lentamente. Immagina l’effetto della voce registrata e accelerata di 2 o più volte alla fine degli spot sui medicinali: sembra che si voglia far passare inosservata una parte. Nella comunicazione i messaggi arrivano anche con il tono: le stesse parole dette in due toni diversi possono portare messaggi diversi: il tono e la velocità sono importanti.

Crede ci sia stato un difetto di comunicazione sul referendum?

Dipende. Chiaramente ciascuno presenta le parti che gli interessano: se la comunicazione è partigiana possono essere omesse delle parti che sarebbe utile conoscere. Io mi sono limitato a descrivere, dopo ciascuno andrà e vedrà cosa vuol dire avere meno senatori o la fine del bicameralismo perfetto.

Cosa ne pensa invece dell’informazione “imparziale”?

Ho visto dei lavori imparziali fatti molto bene, e quella è l’informazione secondo me. Chiaro che quando l’informazione è di parte, come nella pubblicità, vengono evidenziati solo gli aspetti che fanno comodo: l’informazione dipende da che parte arriva, è fondamentale verificare le fonti, non ci si può mai fermare alla superficie.

Che cos’ha il video che ha realizzato che manca in un servizio televisivo?

Diciamo che è una forma diversa di comunicazione: ci possono essere diverse forme efficaci, questa è quella che meglio conosco e la più funzionale dal punto di vista dell’apprendimento, perché va a toccare quegli elementi di cui abbiamo parlato, parla la lingua della nostra mente. Rende le idee più chiare, poi ognuno va ad approfondire. Rispetto a un testo scritto siamo più coinvolti: se pensiamo alla biografia di un libro, uno va subito al settore delle immagini, perché si dice che un’immagine vale più di mille parole. Se su una mappa mentale ci sono 20 immagini ecco che tutto quel contenuto trasmette di più di tante parti di testo. Quando uno descrive qualcosa, specie di tecnico, rischia di perdere l’attenzione di chi ascolta, che chiude la porta dell’apprendimento.

Luca Lottero
L'autoreLuca Lottero
https://lucalottero.wordpress.com/

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