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OTTAVIA PICCOLO E LE PAROLE DI ANNA POLITKOVSKAJA

Racconta di aver letto i suoi reportage, i suoi libri, di aver conosciuto la sua vita attraverso i ricordi dei figli l’attrice Ottavia Piccolo prima di salire sul palcoscenico e interpretare un’eroina dei nostri tempi. Eroina perché donna in una realtà in cui è sulle donne che ricade spesso la responsabilità di essere ruolo guida in famiglie alla rovina per uomini distrutti dall’alcolismo che abdicano dal loro dover essere mariti, padri, fermi e giusti riferimenti sociali. Eroina perché giornalista votata alla verità in uno Stato in cui l’informazione è intesa come propaganda per conservare il potere senza permettere fughe in avanti al dissenso. Eroina perché sapeva che battendosi per i diritti civili in un Paese con troppe mani insanguinate prima o poi anche il suo sangue avrebbe bagnato quelle mani, e non si è mai tirata indietro.

Anna Politkovskaja, a dieci anni dalla sua morte rivive venerdì 4 novembre al Teatro dell’Archivolto, nella Sala Gustavo Modena, ore 21, nello spettacolo “Donna non rieducabile”, di Stefano Massimi, regia di Stefano Piccardi.

«Un viaggio “negli occhi di Anna Politkovskaja” – recita la locandina – la giornalista russa che per difendere i valori di libertà e democrazia ha trovato la morte. Da Mosca a Beslan una visione degli abissi russo-ceceni».

Per lei, giornalista della Novaya Gazeta, la morte è arrivata, il 7 ottobre 2006 – proprio il giorno del compleanno di Putin; coincidenze si dirà – nell’ascensore di casa sua, stroncata da diversi colpi di pistola. Indagava sulle torture praticate dagli uomini del primo ministro ceceno Rasman Kadyrov, vicinissimo al presidente russo. Ma aveva già scritto migliaia di articoli sulle violazioni dei diritti civili in Cecenia, sulla strage nella scuola di Beslan ad opera dei soldati dell’armata russa, su tutto quello che non andava nel suo Paese che amava moltissimo.

E saranno proprio le sue carte, i suoi scritti, le sue parole, i suoi articoli, le sue inchieste che, attraverso Ottavia Piccolo, ci racconteranno come si fa giornalismo. Come una donna sa fare giornalismo sotto una dittatura come quella russa, dove  tra il ‘92 e il 2009 sono scomparsi o morti 300 giornalisti (dati ufficiali dell’International Federation of Journalism).

Gianfranco Sansalone
Direttore di Aba News, è responsabile anche dell’agenzia Aba Comunicazione e direttore editoriale di Aba Libri. Giornalista professionista dal 1983 (pubblicista dal ’79)

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