CronacaNews

ROMA, SIT-IN DI MAGISTRATI GIORNALISTI E AVVOCATI «NO AGLI ARRESTI IN TURCHIA»

di Elisabetta Cannone

Sit in Giornalisti contro arresti in Turchia

Sono stati circa un centinaio i magistrati, gli avvocati e i giornalisti che si sono riuniti oggi intorno alle 13 sulle gradinate della Cassazione a Roma in un silenzioso sit in di protesta contro il governo turco di Erdogan. La manifestazione è stata promossa dai magistrati di Area, il gruppo che raccoglie esponenti di Magistratura democratica e del Movimento; dalla Camera penale di Roma, e dalla Federazione nazionale stampa italiana. Dal fallito golpe di luglio, infatti, in Turchia non si sono fermati gli arresti di migliaia di persone tra docenti, dipendenti pubblici, magistrati, avvocati e giornalisti, tutti accusati di aver aderito al complotto contro l’attuale governo.
Tantissimi i togati, sostenuti dalla presenza di giornalisti del gruppo di Articolo21 e quelli di #Nobavaglio, che hanno indossato provocatoriamente una mascherina con la scritta appunto Nobavaglio, un messaggio chiaro per dire “no” a qualsiasi forma di repressione e di censura alla libertà di parola e alla stampa. Tra gli altri, anche un gruppo di giornalisti dell’emittente turca Med Nuce che è stata oscurata.
La manifestazione è nata dalla preoccupazione per quanto avviene ancora nel Paese, che è in attesa di entrare a far parte dell’Unione europea ed è già membro della Nato. Fatti su cui nel resto dell’Europa sembra essere calato un inquietante silenzio. Proprio per questo magistrati, avvocati e giornalisti hanno deciso di unirsi e manifestare assieme, non per caso “silenziosamente”, davanti al Palazzaccio.
La giornata di protesta è proseguita con un convegno che si è tenuto nella biblioteca della Procura generale presso la Corte di Appello di Roma. Fra i relatori Giovanni Canzio, primo presidente della Cassazione e di Giovanni Salvi, Procuratore generale della Corte di Appello di Roma, oltre al presidente emerito della Corte Costituzionale Giovanni Maria Flick, l’avvocato Franco Coppi e il presidente della Fnsi Giuseppe Giulietti.

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