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Usa – il segretario di Stato Rex Tillerson: “Trump parla per sé”

WASHINGTON – Presa di distanze del segretario di Stato Rex Tillerson dalle dichiarazioni del presidente Donald Trump a seguito dei fatti di Charlottesville (Virginia) dello scorso 12 agosto, quando una donna di 32 anni che stava partecipando a una manifestazione antifascista è stata uccisa da un separatista bianco, che con la propria automobile si era lanciato contro il corteo. La cosiddetta “alternative right” statunitense stava a sua volta manifestando contro la rimozione della statua del generale sudista Lee. «Il presidente parla per sé», ha commentato Tillerson intervistato negli studi di Fox News, rimarcando così la propria distanza su questo punto.

Come prima reazione all’accaduto, infatti, Trump aveva condannato la violenza «di entrambe le parti», ponendo antifascisti e suprematisti bianchi di fatto sullo stesso piano e generando un prevedibile vespaio di polemiche. A schierarsi contro il 45° Presidente degli Stati Uniti anche diversi membri dello stesso partito repubblicano, tra cui gli ex candidati alle primarie Marco Rubio e Ted Cruz, oltre che gli ex presidenti Bush. Con Tillerson, emergono, sulla vicenda, i distinguo interni alla stessa amministrazione.

Incalzato sulla condanna delle Nazioni Unite alle parole di Trump, il segretario di Stato ha risposto che non pensa che qualcuno metta in dubbio i valori del popolo americano. Ancora più elusiva la risposta alla domanda successiva, a proposito dei valori dello stesso Trump: «Su questo ho già parlato. Ho rilasciato i miei commenti personali anche sui nostri valori in un discorso che ho tenuto al Dipartimento di Stato la scorsa settimana».

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