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Usa – Uber sotto inchiesta per corruzione

WASHINGTON – Il ministero della giustizia statunitense ha aperto un’inchiesta per corruzione contro Uber, l’azienda che consente di noleggiare “passaggio” in automobile semplicemente iscrivendosi alla app, e finita negli scorsi mesi in mezzo a numerose polemiche. L’accusa è quella di aver violato il Foreign Corrupt Practices Act, tentando di corrompere dei responsabili stranieri per promuovere i propri interessi commerciali. Le associazioni dei tassisti (entrate presto in rotta di collisione con Uber) hanno confermato che coopereranno con gli investigatori, senza fornire ulteriori dettagli.

Uber (su cui molto si è scritto a proposito dei comportamenti sessisti di alcuni dirigenti) ha perso 600 milioni di dollari nel secondo trimestre 2017, deve affrontare un’ostilità crescente da parte dei tassisti e i regolamenti che sempre più governi le stanno imponendo. Inoltre, anche i suoi stessi autisti stanno inziando a protestare contro i pagamenti bassi e modalità di lavoro che, di fatto, li inchiodano al sedile per diverse ore, mentre la flessibilità assoluta dell’orario di lavoro doveva essere alla base della filosofia aziendale.

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